Spacepadrino
Ebiker grandiosus
Beh, essendoci una variabile umana nell'equazione globale, è evidente che ci sono percezioni personali che possono variare il risultato.
Proviamo a riassumere
Il diametro maggiore fornisce un braccio di leva maggiore al sistema frenante pompa/pinza.
Il gruppo freno (pompa/pinza) produce sempre la stessa forza frenante F, che è il prodotto della forza di trazione alla leva T moltiplicata per i vari coefficienti del rapporto di torchio (chiamiamolo t)
Ne consegue che la forza frenante F espressa dalla pinza si esprime così:
F = T*t
La coppia frenante (Cf) è il prodotto di questa forza per il braccio di leva, che è il raggio della circonferenza su cui giace la circonferenza su cui agisce il vettore forza F. Questa circonferenza si può approssimare come quella che passa per la mezzeria delle pastiglie. Chiamiamo questo "raggio d'azione" con la lettera r
Ne consegue che:
Cf = F*r = T*t*r
Da questa equazione, che è un'equazione data dalla fisica e quindi incontrovertibile, ne consegue che a parità di forza espressa alla leva (T), all'aumentare del braccio di leva (il suddetto raggio d'azione "r") aumenta la coppia frenante espressa al mozzo e quindi alla ruota. Viceversa, a parità di coppia frenante desiderata, diminuisce la forza di trazione T da esprimere alla leva
Questi sono gli incontrovertibili e immodificabili dati espressi dalla fisica.
La variabile in gioco è la percezione umana; chi modula "di fino", cioè dosa meglio la sua forza con sforzi leggeri, avvertirà maggiore modulabilità adottando dischi grandi.
Chi modula "di potenza", ossia dosa meglio la sua forza dando sforzi grandi, avvertirà MINORE modulabilità (e maggior tendenza al bloccaggio) adottando dischi grandi
L''equazione della coppia frenante sarebbe:
Mr = 2 * P linea * R efficace* u * A pistoncini
Dove:
Mr : coppia frenate
P linea: pressione in uscita dalla pompa freno
u : coefficiente di attrito
R raggio efficace: (che è pari a poco di più del raggio medio passante fra il minimo e il massimo del disco, cioè la pista frenante)
2: se si hanno due superfici di attrito
A: area equivalente dei cilindretti di frenatura
Qui è inconfutabile che all'aumentare del diametro del disco aumenti la coppia frenate, anche se è tutto molto legato alla larghezza della pista.
Ma c'è qualcosa che non può essere calcolato a tavolino da nessun tecnico, come hai scritto tu, la pressione in uscita dalla pompa freno che è conseguenza del dito del rider, una variabile troppo importante per poter essere trascurata. Maggior coppia frenate è uguale a maggior trasferimento di carico, che per noi che siamo in discesa non su asfalto, ma su superfici a bassa adererenza potrebbe significare trovarci con una ruota bloccata, che purtroppo se è l'anteriore non è mai igienico.
Da qui la nascita dell'ABS un sistema in grado di condurre la P (pressione in uscita) della linea a un valore prestabilito indipendente dal fattore umano.
Quindi alla fine l'unica cosa che sicuramente vera è che dischi più grossi = maggior forza frenante, che fatto 10 come valore, è più semplice da raggiungere con meno pressione sulla leva. Ma questo non centra nulla con la modulabilità, caratteristica progettuale cercata nella realizzazione l'impianto frenate per scongiurare il più possibile il bloccaggio delle ruote nella maggiorparte dei casi. Secondo me è sbagliato l'utilizzo di questo aggettivo in campo ciclistico.
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